26 settembre 2009

Esposizione a muffe

Suva ha pubblicato on line un documento che raccoglie informazioni sui problemi legati all’esposizione a muffe e alla sicurezza per i lavoratori che eseguono lavori di risanamento dei locali da questi microrganismi.

L’indice del documento:
1 introduzione;
2 principi di valutazione della pericolosità delle sostanze biologiche;
2.1 conseguenze per la salute;
2.1.1 irritazioni;
2.1.2 malattie allergiche;
2.1.3 malattie febbrili;
2.2 esposizione alle muffe durante i lavori di risanamento;
2.2.1 specie di muffe;
2.2.2 concentrazioni di muffa nell’aria;
2.2.3 esempi di risanamento;
3 il risanamento muffe;
3.1 valutazione dei pericoli;
3.1.1 sostanze biologiche nocive;
3.1.2 emissione di altre sostanze nocive e utilizzo di prodotti chimici;
3.2 misure di protezione;
3.2.1 misure di protezione contro le sostanze biologiche nocive nei lavori di piccola entità;
3.2.2 misure di protezione contro le sostanze biologiche nei lavori ad elevata esposizione;
3.2.3 misure di protezione nell’uso di prodotti chimici;
4 approfondimenti.

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25 settembre 2009

Sicurezza Stradale al concerto di Ligabue

Sabato 26 settembre e domenica 27 settembre dalle 18.00 alle 24.00 Motorizzazione Civile e Polizia municipale saranno presenti in Piazza Bra’ durante il concerto di Ligabue, per sensibilizzare i cittadini sul tema della sicurezza stradale.

Presenti sia i tecnici della Direzione Generale Territoriale del Nord Est – struttura di coordinamento delle Motorizzazioni Civili di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Emilia Romagna - sia gli agenti del Nucleo Educazione Stradale della Polizia municipale di Verona, da anni impegnati in attività di informazione e sensibilizzazione su sicurezza stradale e di prevenzione dei rischi di incidente.

ll motorhome per la sicurezza è un veicolo attrezzato con alcoltest, drugtest, postazioni quiz e ambulatorio medico, per fornire assistenza e accoglienza a tutte le persone che vorranno testare le loro abilità e ottenere informazioni utili.

All’uscita del concerto e prima di mettersi alla guida i giovani fans di Ligabue potranno inoltre verificare le loro condizioni psico-fisiche, con un test anonimo e assolutamente gratuito.



22 settembre 2009

No a dati sanitari on line

Il Garante blocca la diffusione dei dati di una dipendente pubblicati sul sito di una provincia.
Il provvedimento di blocco è scattato a seguito della segnalazione della dipendente che aveva rinvenuto on line alcuni atti della provincia in cui erano riportati i suoi dati anagrafici e delicate informazioni sul suo stato di salute, la cui diffusione è vietata dal Codice privacy.
Risultato confermato dal Garante: due delibere del responsabile delle risorse umane della provincia relative ad una richiesta di riconoscimento di infermità per causa di servizio erano, infatti, direttamente visualizzabili sul sito istituzionale dell'ente e liberamente accessibili attraverso il motore di ricerca.
Nel disporre il blocco dei dati sanitari trattati in modo illecito, l'Autorità ha ribadito il principio che le amministrazioni locali, fermo restando il rispetto degli obblighi di legge sulla trasparenza delle deliberazioni dell'ente, devono selezionare con estrema attenzione i dati personali da diffondere, non solo alla luce dei principi di pertinenza, non eccedenza e indispensabilità rispetto alle finalità perseguite dai singoli provvedimenti, ma anche in relazione al divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

Lente su telecamere e dati biometrici

Il Garante per la privacy ha vietato l'uso, in forma centralizzata, dei dati biometrici raccolti da un importante centro orafo campano e ha imposto alla società che gestisce la struttura di adeguare anche il sistema di videosorveglianza e gli altri trattamenti dei dati personali alla normativa sulla privacy.
Gli accertamenti del Garante hanno evidenziato che la società che gestisce il centro non aveva predisposto né un'informativa adeguata, né cartelli idonei a segnalare ai lavoratori e ai visitatori la presenza delle circa 140 telecamere installate per monitorare tutta l'area. E' risultato, peraltro, che le immagini venivano conservate per un tempo superiore al limite dei sette giorni consentito per questo tipo di attività.
Il provvedimento del Garante, ha interessato, anche il sistema di rilevamento delle impronte digitali utilizzato per accedere al centro orafo. La società, infatti, conservava in un data base centralizzato i dati biometrici di chi accedeva all'area. L'Autorità ha disposto il divieto del trattamento dei dati biometrici e ha indicato eventuali misure alternative per l'identificazione delle persone.